NEONATI GRAVIDANZA E MATERNITA'

Partorire_00

PARTO INDOTTO: QUANDO VA FATTO?

La durata di una gravidanza viene fissata mediamente sulle 40 settimane, calcolate dalla data del primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale.
Si considera la gravidanza giunta al termine a cominciare dalla 37º settimana + 1 giorno (quindi quando entra nella 38ª) e il bambino nato a termine in un’epoca compresa fra la 38º e la 42º settimana. In questo range di tempo il parto viene considerato fisiologico, cioè normale.

Dolce_attesa_02

Quando la gravidanza supera le 40 settimane, la futura mamma viene di norma sottoposta ad alcuni controlli per valutare il benessere suo e del bambino e il corretto andamento della gravidanza, fino a un’epoca in cui si stabilisce di interrompere la gravidanza e indurre il parto, variabile da ospedale ad ospedale, a seconda dei differenti protocolli adottati.
Questi controlli prevedono, di solito, il monitoraggio cardiotocografico eseguito ad intervalli di due-tre giorni e l’ecografia.
Se questi parametri rientrano nella norma, se la pressione arteriosa materna è nella norma, se non subentrano altre problematiche che vedremo, allora solitamente si lascia proseguire la gravidanza fino a 41 settimane + 3-4-5 giorni, a seconda dell’ospedale.

Dolce_attesa_01

Se la data presunta del parto è arrivata, ma il piccolo non ne vuole sapere di nascere, si potrebbe ricorrere all’induzione.
Il parto indotto consiste nell’utilizzo di alcune tecniche, di solito farmacologiche, che provocano contrazioni della muscolatura uterina al fine di dare inizio al travaglio. A questo metodo, però, si può ricorrere solo in tempi e situazioni ben determinate.
Innanzitutto, la gestazione deve essere oltre il termine. Una gravidanza è considerata post-termine quando supera le 42 settimane complete, cioè 294 giorni, se si fa il conto a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione, oppure 280 giorni dalla data del concepimento. Superata questa scadenza, il parto deve essere indotto.
Il parto, però, può essere indotto anche in tutte le altre situazioni in cui si ritiene opportuno anticipare la nascita, ad esempio se il bambino ha avuto un arresto nella crescita, se il liquido amniotico si è ridotto, se la mamma soffre di alcune patologie come il diabete gestazionale o l’ipertensione. E’ importante, in ogni caso, che il battito cardiaco fetale sia buono in quanto il bambino, in caso di sofferenza fetale, potrebbe non tollerare le contrazioni più intense provocate dall’induzione e potrebbe rendersi necessario un cesareo.
Le indicazioni per il parto indotto sono, dunque, queste:
- a 41 settimane +3-4-5-6 giorni, se i controlli sono negativi;
- se esiste un ritardo di crescita fetale dovuto ad insufficienza placentare o altre problematiche anche riguardanti il feto;
- in presenza di sofferenza fetale, riduzione dei movimenti, del tono;
- se la placenta non è più sufficiente ad assicurare la crescita e il benessere fetale;
- in presenza di pre-eclampsia o eclampsia (gestosi materna);
- in presenza di diabete materno con complicanze;
- se la quantità di liquido amniotico cala oltre una certa soglia.

Neonata_01

Quando il ginecologo, insieme alla futura mamma, decide che è arrivato il momento per far nascere il bambino, allora effettuerà una valutazione della condizione del collo uterino mediante una visita vaginale, cioè controllerà la dilatazione, lo spessore del collo dell’utero (da 3 cm deve appianarsi) e l’altezza della testa del bambino, nonché il tipo di contrazioni. Esistono delle tabelle che assegnano a ciascun parametro un punteggio (chiamato Bishop), e sulla base del risultato ottenuto si decide se cominciare con l’applicazione del gel di prostaglandine o direttamente con l’ossitocina. La differenza tra i due metodi è che il primo prepara il collo dell’utero, cioè lo fa maturare affinché le contrazioni che seguiranno siano efficaci e sostengano il travaglio, mentre il secondo scatena le contrazioni.

Partorire_01

E' importante evidenziare che l’infusione di ossitocina quando le condizioni locali sono poco mature risulta essere poco efficace e dolorosa, mentre se vi è una dilatazione e il collo è maturo, allora l’ossitocina scatena il travaglio e avvicina il momento del parto.

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

SPECIALI

La magia del colore Disney
LA MAGIA DEL COLORE DISNEY  Materis Paints Italia, leader nel mercato delle pitture per l’edilizia, presenta un’innovativa linea di prodotti vernicianti nata in collaborazione c...
Banner