NEONATI GRAVIDANZA E MATERNITA'

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MADRI ITALIANE TRA LE PIU' POVERE 

Oltre 1.6 milioni di mamme italiane sono povere. Di queste, un milione ha un figlio piccolo e vive in precarie condizioni di vita tanto da avere serie difficoltà nell'arrivare a fine mese. Lo afferma un rapporto di Save the Children sulle condizioni di povertà tra le madri in Italia.
La povertà è un reale problema delle mamme e dei figli italiani. La situazione più grave è vissuta delle madri sole con almeno un figlio minore: il 44% arriva a fine mese "con molte difficoltà", il 31% è in arretrato con le bollette, il 25% non ha i soldi per le spese mediche, il 21% per le spese scolastiche.

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Complessivamente in Italia, le mamme povere con almeno un figlio minorenne sono poco più di 1 milione (1,002 milioni), pari al 59,7% delle madri povere (1,678 milioni) e all’8,73% delle mamme italiane. L’86,3% vive in coppia, il 7,5% è sola, mentre il restante 6,2% in famiglie allargate.
Tra le madri che vivono in coppia e le madri monogenitori con figli minori, l’incidenza della povertà relativa è di poco superiore al 15% (15,4% e 15,7% rispettivamente). Tale valore cresce al 22% nel caso di madri che vivono in famiglie con membri aggregati. Le madri povere in coppia con figli si caratterizzano per l’elevata presenza dicasalinghe, di donne che non hanno mai lavorato e non sono alla ricerca di lavoro.
Al contrario, tra le madri sole il numero di quante sono occupate è più alto (32,7%), anche se con bassi profili professionali. Quando sono in coppia, invece, la percentuale delle madri che lavora scende al 23,9%. Nel 19,7% dei casi, entrambi iconiugi/conviventi hanno un’occupazione, ma il livello di reddito è tale da non consentire di uscire dalla condizione di povertà. Rispetto al biennio 2005-2006 si è inoltre registrato un sostanziale peggioramento nelle condizioni di povertà relativa tra le madri italiane: se nel 2006, infatti, l’incidenza delle madri povere era generalmente diminuita (seppure solo limitatamente), anche per effetto di alcune misure di contrasto ad hoc, ora si rileva una nuova crescita.

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Esiste un forte divario tra le diverse aree geografiche del Paese: nelle regioni del Mezzogiorno la presenza di madri povere è particolarmente accentuata, indipendentemente dal numero di figli e dalla struttura familiare.
Girolamo Quatela è il fondatore, in Puglia, del Comitato Progetto Uomo, ha uno sportello per mamme-povere a Bisceglie e ora ne sta aprendo altri due, a Barletta e a Bari: «Le richieste aumentano e noi non sappiamo più come fare, - dice - vediamo entrare giovani madri con il bimbo in braccio e ti si spezza il cuore a non poterle aiutare tutte». Molte di loro sono spose e i loro mariti, poco più che ragazzi, hanno perso il lavoro oppure ce l’hanno saltuario.
«Il punto è che in Italia - dice Francesco Marsico, Vicedirettore della Caritas - la famiglia è esposta a un rischio povertà troppo alto. È sufficiente che venga a mancare il reddito di un genitore soltanto, per una separazione, una malattia o un licenziamento, e il figlio si ritrova a vivere senza la garanzia dei suoi diritti: i libri per la scuola, la retta per la mensa, i soldi per la gita scolastica».

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Sono 865.000 le madri povere in coppia con almeno un figlio minorenne, il 67% del totale delle madri povere in coppia (pari a 1,291 milioni). L’incidenza della povertà di questa tipologia familiare è pari al 15,4%, valore superiore di 4 punti percentuali al dato medio nazionale complessivo (che si ricorda è pari all’11,3% delle famiglie italiane). L’incidenza della povertà tra le madri in coppia cresce all’aumentare del numero di figli.
Le madri sole con figli rappresentano una delle attuali principali traiettorie di impoverimento grave, che, anche a seguito dell’attuale crisi economica, è sempre più esposta alla minaccia di povertà. Fasce sempre più ampie di popolazione precipitano sotto la soglia di povertà relativa, anche a seguito di una separazione o di un divorzio. Tra le famiglie monogenitori (uomini e donne), l’incidenza della povertà relativa si attesta al 13,9%. Tale percentuale sale al 15,7% nel caso di madre sola con almeno un figlio minore di 18 anni, contro una media nazionale della povertà dell’11,3%. Si tratta di 75.000 unità, su un totale di 480.000 nuclei familiari composti da una madre sola con almeno un figlio minorenne.

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L’incidenza della povertà tra le madri che vivono in famiglie con membri aggregati con almeno un figlio minore è pari al 22% (per un totale di 62.000 unità). Nel caso in cui sia presente una sola generazione di madri, tale percentuale sale addirittura al 24,3%. Complessivamente, le madri povere all’interno di questa tipologia familiare sono 177.000, con un’incidenza della povertà relativa pari al 18,9%.

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