SALUTE BENESSERE

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ESTATE, DIFENDERSI DALLA ZANZARA TIGRE

La Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia ha realizzato un utile vademecum su un tema che è di stretta attualità nei mesi estivi: le punture delle zanzare tigre come possibili cause di trasmissione di alcune malattie.
La zanzara tigre è un insetto appartenente alla famiglia Culicidae diffusosi in Italia e in Europa dagli anni Novanta in poi. È lunga dai 2 ai 10 millimetri, vistosamente tigrata di bianco e nero, e punge - a differenza delle zanzare comuni - anche durante il giorno e non solamente all'alba o al tramonto.
La zanzara tigre ha un limitato raggio d'azione (meno di 200 metri), perciò i luoghi di deposizione delle uova, generalmente contenitori con piccole quantità di acqua, sono vicini a dove si nota la presenza di zanzare.

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La zanzara tigre può costituire un veicolo di trasmissione di alcune malattie virali, come la febbre da Chikungunya e la Dengue, perché pungendo un soggetto malato la zanzara si infetta e contagia a sua volta una persona sana.
Sino a pochi anni fa tali malattie erano diffuse quasi esclusivamente in aree tropicali e subtropicali, ma con l’incremento dei viaggi all’estero sono oggi possibili infezioni anche nel nostro.
I sintomi della Chikungunya sono febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito, dolore articolare e talora macchie emorragiche cutanee. Il periodo di incubazione è di 2-4 giorni circa: nella prima fase, che dura dai 6 ai 10 giorni, si hanno febbre, cefalea e dolori articolari che limitano molto i movimenti; la febbre si risolve dopo 4 giorni.
Nella seconda fase, che dura 2-3 giorni, vi è la comparsa di un’eruzione cutanea pruriginosa su tutto il corpo e la ricomparsa della febbre. La malattia in genere si risolve spontaneamente, ma i dolori articolari possono persistere per mesi.

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Proteggersi dalle punture. Durante i viaggi in aree a rischio è importante adottare le comuni misure per evitare le punture di insetti e prevenire le malattie trasmesse dalle diverse specie di zanzare, tra le quali anche la malaria.
Nel nostro Paese possono essere utilizzati repellenti quando si soggiorna all’aperto e insetticidi e zanzariere per gli ambienti chiusi.
In caso di sintomi di malattia da chikungunya. Benchè non vi siano terapie specifiche per tale malattia virale, è comunque consigliabile rivolgersi al proprio medico, specie nei casi con sintomatologia più rilevante, riferendo se vi sono stati soggiorni all’estero.

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Per ridurre la diffusione della zanzara tigre. Alcuni semplici interventi possono essere utili a ridurre la diffusione della zanzara.
In orti e giardini: coprire con coperchi ermetici, teli di plastica o zanzariere ben tese, tutti i contenitori utilizzati per la raccolta dell’acqua piovana da irrigazione (cisterne, secchi, annaffiatoi, bidoni e bacinelle).
In cortili e condomini: pulire un paio di volte all’anno tombini e pozzetti; applicare una zanzariera a maglia fine sopra il tombino per impedire alle zanzare di deporvi le uova; durante la stagione umida, trattare ogni 15 giorni circa i tombini e le zone di scolo e ristagno con prodotti larvicidi.
Nelle grondaie: verificare che siano pulite e non ostruite.
Nei cimiteri: introdurre il prodotto larvicida nei vasi di fiori freschi o sostituirli con fiori secchi o di plastica.
Nei sottovasi: non far ristagnare acqua al loro interno e, se possibile, eliminarli.
Negli abbeveratoi di animali: cambiare quotidianamente l’acqua e lavarli con cura.
In primavera e nei mesi più caldi: risulta utile effettuare trattamenti larvicidi nelle aree umide delle zone maggiormente infestate (fognature, luoghi di ristagno e raccolta acqua piovana, ecc.).

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Cosa non si deve fare. È importante:
- non accumulare, all’aperto, copertoni e altri contenitori che possono raccogliere anche piccole quantità di acqua stagnante; se ciò non fosse possibile, disporli a piramide dopo averli svuotati da eventuale acqua e coprirli con un telo. Per i materiali che non possono essere coperti, effettuare idonea disinfestazione entro 5 giorni dopo la pioggia;
- non lasciare che l’acqua ristagni sui teli utilizzati per coprire cumuli di materiali;
- non abbandonare oggetti e/o contenitori che possono raccogliere e trattenere acqua piovana (es. innaffiatoi o secchi, piscine gonfiabili, ecc.);
- non svuotare l’acqua dei sottovasi o altri contenitori nei tombini.
Risulta poco efficace effettuare interventi di disinfestazione adulticida su aree aperte, nel periodo estivo.

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